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  • 10 OTTOBRE 2021
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Il Poetic Hotel è un progetto di arte contemporanea ideato da Simone Berno all’interno di un albergo abbandonato a Padova.

Le stanze lasciate nel loro stato di decadenza, sono state trasformate in uno spazio d’arte contemporanea con diverse installazioni artistiche come scultura, pittura, fotografia, letteratura, poesia, performance audiovisive e arte di strada.

​Il Poetic Hotel è un luogo inaccessibile, visibile solo attraverso i contenuti pubblicati online che sono la memoria e l’archivio di questo spazio di arte contemporanea, unico nel suo genere.
11 SETTEMBRE 2021

GENTILEZZA/LEGGEREZZA
Come pensi queste parole? Come le vivi?
Passa davanti al Poetic Hotel e diventa parte dell’installazione

Tori Amos – Hotel
Tori Amos è stato il mio primo innamoramento musicale.
Ascoltando la sua musica riesco a sentirmi “a casa”, ovunque io sia.
È catartico ascoltare la sua canzone “Hotel” proprio quando mi trovo in una camera d’albergo, che subito diventa più familiare.
Parlato dell’ispirazione che l’aveva portata a scrivere la canzone ha raccontato che prima di sposarsi tutti gli amori passati, anche quelli durati 10 minuti, le erano tornati alla mente per dirle se e come il tempo l’avesse cambiata. Come si fossero ritrovati tutti in una camera d’albergo a discuterne insieme.

La Musa che ho amato e perduto
Perché la vita con facilità dona ma poi toglie, anche.
Un ricordo sbiadito di una persona tanto importante quanto immersa in un’altra vita, lontana da me.

12 SETTEMBRE 2021

GENTILEZZA/LEGGEREZZA
Come pensi queste parole? Come le vivi?
Passa davanti al Poetic Hotel e diventa parte dell’installazione

Il primo sogno
Sono seduto ad un tavolo nella biblioteca, quella che frequentavo da studente.
La luce è troppo bianca e mi fanno male gli occhi, le righe della stampa del libro che sto studiando si muovono, le parole sbiadiscono e vengono sostituite da altre parole, oscene.

Rufus Wainwright, Sanssouci 
Mi piace la sensazione di essere alla finestra di un albergo e vedere un panorama diverso da quello solito che vedo da casa mia.
Probabilmente anche Rufus Wainwright è stimolato dai panorami alternativi. Infatti dopo aver seguito il fidanzato a Berlino, circondato dall’arte e dalla cultura europea, l’anima romantica di Wainwright ha pubblicato un album che molti critici hanno definito il suo migliore.
“Sto guardando attraverso la finestra dal giardino. In attesa di una chiamata nella mia camera d’albergo. Sono stanco di scrivere elegie alla noia”.

13 SETTEMBRE 2021

GENTILEZZA/LEGGEREZZA
Come pensi queste parole? Come le vivi?
Passa davanti al Poetic Hotel e diventa parte dell’installazione

Infinite Jest – David Foster Wallace

Si può rinunciare alla famiglia ?
Orin Incadenza pensa di sì, pensa che l’odio/amore maturato nei confronti di genitori tanto ingombranti sia un valido motivo.
Ha scelto di farcela da solo.
È diventato campione di uno sport diverso da quello che il padre aveva pensato per lui e il fratello.
Non la via comoda del Tennis imparato nella scuola creata da “Lui in Persona”, come tutti chiamano quel padre così famoso, ma quella del Football Americano .
Mentre il fratello è schiacciato dal dovere di eccellere per forza, essendo figlio di, lui è già campione osannato e con fama ben meritata di sciupafemmine.
Orin ha solo nostalgia di Mario, fratello “speciale”, quello a cui non sarà mai concessa la scelta di essere qualcuno.
E quel scocciatore disabile che ha suonato alla porta mentre  si trova in dolce compagnia gli ricorda tanto Mario e Orin sa che l’intervista sondaggio che gli vuole fare è solo una scusa per… per avere un autografo? Per carpire qualche informazione al personaggio famoso?  Non importa, si può perdere un po’ di tempo a giocare con gli scocciatori.

La domanda, finta o vera che sia, apre squarci nella memoria di Orin
“Cosa ti manca di più nella tua vita?
E il pensiero va subito ai ricordi dell’infanzia, delle colazioni alla mattina nella cucina con le piastrelle smaltate, delle porte automatiche dei centri commerciali che si aprivano solo perché sentivano la tua presenza e poi…poi c’era la tv commerciale.
Era la tv che si guardava tutti insieme e che maledicevi quando c’era la pubblicità sparata a tutto volume.
Era quella di quel Sony con il tubo catodico, con quel cassone dietro, che perdeva il segnale quando gli aerei passavano sopra la casa.
Era quella che trasmetteva programmi spazzatura, impossibili da non guardare e dei quali ci si divertiva a parlare poi male.
Era la tv de palinsesti , che ti costringevano a controllare di continuo la guida tv per non perdere il programma che ti piaceva.
Era il simbolo del focolare domestico, il luogo di ritrovo dove tutti prima o poi ci si incontrava, quello che ormai si è fatto  memoria,  travolto e soppiantato da nuovi servizi digitali, trionfo dell’individualità.

L’intervistatore gli fa notare che ora si ha il massimo della libertà, avendo la possibilità di rivedere tutto come e quando vuoi, ma a Orin  questo non interessa, quello che gli interessa non è quello che  puoi fare ora ma quello che non può essere più.
Rimane il ricordo, la memoria delle cose belle, di quando le prospettive erano diverse; cresce un sintomo di malessere come se il pensiero a quello che poteva essere……
l’intervistatore interrompe il flusso di pensieri…..
prossima domanda?

Un amore estivo
Il piacere, la gioia, il calore e la libertà, forse davvero catturato tutto assieme in uno di quei momenti che si affacciano così di rado in una vita intera.

Anohni – Watch Me
Questa casa non è un albergo, ci si sente ripetere da piccoli.
E quando sono in albergo ho come la sensazione di essere in connessione con il mio vero io, quello più selvaggio e libero.
La stanza d’albergo diventa quella zona franca dove posso fare quello che mi pare, quando mi pare e come mi pare.
“Papà, guardami nella mia stanza d’albergo.
Guardami mentre mi sposto di città in città. Guardami mentre guardo pornografia”.

14 SETTEMBRE 2021

GENTILEZZA/LEGGEREZZA
Come pensi queste parole? Come le vivi?
Passa davanti al Poetic Hotel e diventa parte dell’installazione

Per un nonnulla, fedele alla linea su tutta la linea senza dimensione.
Sono nato sulla linea gotica.
Per un nonnulla, per un nonnulla non ho preso parte all’impresa dei Mille, alla guerra in montagna, alla prossima che viene. Fronti che non ho scelto, in cui non mi riconosco, a cui mi ribello.

Cat Power – Lived In Bars
Ci vuole coraggio per diventare nomadi.
Solo pochi riescono a vivere una vita intera senza dormire nello stesso letto più di tre o quattro notti.
Cat Power non ha avuto scelta.
Sua madre l’ha trascinava con sé nel suo girovagare, passando molto tempo nei bar. Così la piccola stava quasi tutte le notti seduta sulle ginocchia di sconosciuti mentre sua madre giocava a biliardo.
“Abbiamo vissuto nei bar e ballato sui tavoli. Hotel, treni e navi”

15 SETTEMBRE 2021

GENTILEZZA/LEGGEREZZA
Come pensi queste parole? Come le vivi?
Passa davanti al Poetic Hotel e diventa parte dell’installazione

Il secondo sogno
Mi pare che la strada dall’esterno continui dentro le case e poi torni fuori. Fuori e dentro, fuori e dentro, ai lati della strada ci sono dei vasi di fiori, alcuni vasi sono molto grandi, i fiori sono profumatissimi. Non ci sono persone, solo io che cammino, da qualche parte si sente un coro che prova, sembra una canzone della tradizione sarda. Capisco le parole della canzone, sono quelle che avevo scritto in una lettera, tanto tempo fa.

Una donna tenace.
Sempre vicina seppure sempre lontana, presenza costante che mai si lascia dimenticare.

Lorde – Royals
Ogni volta che entro in un bagno di un hotel penso a Whitney Houston, Kurt Cubain e tante star che sono morte in una stanza d’albergo.
E non riesco a non fantasticare su una mia uscita di scena altrettanto plateale.
“Farsi in bagno. Macchie di sangue. Abiti da sera. distruggere la stanza d’albergo”.

16 SETTEMBRE 2021

GENTILEZZA/LEGGEREZZA
Come pensi queste parole? Come le vivi?
Passa davanti al Poetic Hotel e diventa parte dell’installazione

Ho scelto questo posto per trovare un luogo di riposo dalle fatiche quotidiane.
Qui la speranza di un silenzio, di un varco in cui incontrare solo me.

Micro gilet a scatola (volume di ovvia reminiscenza couture) in seta jacquard per cravatte.
Le sete per cravatte sono prodotte con tessuti di pregio della tradizione sartoriale italiana e con piazzamenti di motivi secondo misure precise;
E piume, sulle spalle e dietro, poteva piacere anche a Brian Eno, ma nel 1972, io invece l’ho concepito da poco.

Jeans Levi’s anni ’90, rosa pallidissimo.
Gamba ultra aderente, con la zip alla caviglia che arriva dritta da Beverly Hills 90210.

T-shirt da un concerto di Beck alla Fortezza Albornoz di Urbino, agosto 2003, concerto nel quale arrivò inaspettata una cover di Crazy in love di Beyoncé.
Frequenze Disturbate era un festival molto amato, ma sparì presto.
Difficoltà organizzative e concorrenza di molti altri festival estivi. Erano molti, allora.

Nick Cave – God´s Hotel
Siamo nati per morire e il nostro corpo non è una casa, ma un albergo dove il soggiorno sarà breve.
Solo un ateo sarà convincente nel spiegarti quanto sia fondamentale l’al di qua.
“Tutti hanno una stanza nell’albergo di Dio. Quindi non troverete mai appeso alla porta un cartello che dice qui non ci sono più stanze disponibili”.

17 SETTEMBRE 2021

GENTILEZZA/LEGGEREZZA
Come pensi queste parole? Come le vivi?
Passa davanti al Poetic Hotel e diventa parte dell’installazione

Il terzo sogno
Sto camminando sul fianco di una collina, l’erba è alta e fresca, è profumata, pizzica le gambe. Cammino, le mani mi diventano trasparenti, diventano trasparenti anche le braccia ed una spalla ed un piede. Questi cambiamenti mi rendono felice, mi sento più leggero, il profumo dell’erba diventa intenso, mi pare di avere sedici anni.

Jens Lekman – What’s That Perfume That You Wear?
Viaggiare è mettere in moto la curiosità.
In una camera d’albergo ancora mi eccito solo a scoprire che tipo di profumazione avrà lo shampoo in bagno.
Per contro provo sempre una certa delusione quando trovo quei maxi dispenser fissati alle pareti delle docce, al posto dei mini flaconcini di bagnoschiuma.
“Ho una bottiglia di shampoo in miniatura sul mio scaffale da quando siamo stati in un hotel. Un soffio di quello e sono di nuovo lì con lei”.

18 SETTEMBRE 2021

GENTILEZZA/LEGGEREZZA
Come pensi queste parole? Come le vivi?
Passa davanti al Poetic Hotel e diventa parte dell’installazione

L’amico geniale
Ci sono persone che una volta entrate, non escono più.
Ci sono ricordi che per fortuna riescono a fissarsi in una foto, per rimanere per sempre.

Skye – Jamaica Days
“O se ne va quella carta da parati o me ne vado io!” pare abbia detto Oscar Wilde prima di morire in una squallida stanza di hotel a Parigi.
Anche Skye in ‘Jamaica Days’ guardando la sua carta da parati a Londra sente forte il desiderio di tornare in Giamaica da dove la madre era partita da bambina.

19 SETTEMBRE 2021

GENTILEZZA/LEGGEREZZA
Come pensi queste parole? Come le vivi?
Passa davanti al Poetic Hotel e diventa parte dell’installazione

Ex:Re – The Dazzler
In hotel mi sento deresponsabilizzato.
Nessun problema a uscire dalla doccia gocciolando. Tanto il pavimento non è mio.
Tanto sistemerò tutto con i mille asciugamani disponibili.
“Ho corretto il mio drink, mi sono messa a letto
Da sola a riflettere sulle sensazioni degli hotel
Le miniature, gli infiniti asciugamani usa e getta
Uno per i miei capelli, uno per il mio piede
Un altro per l’altro mio piede
Ubriaco nella mia stanza d’albergo, ho un aspetto perfetto  
Continuo a chiedere il check-out posticipato
Lasciami stare qui, lasciami vivere qui”.

20 SETTEMBRE 2021

GENTILEZZA/LEGGEREZZA
Come pensi queste parole? Come le vivi?
Passa davanti al Poetic Hotel e diventa parte dell’installazione

Il quarto sogno
Sto impastando farina ed acqua, ma il tavolo è piccolissimo ed ho paura che la farina cada per terra. In cucina ci sono tantissime persone, troppe, stanno chiacchierando, sono mie amici, ma non mi salutano e non parlano con me.
Ho finito di impastare, adesso vorrei usare il mattarello, ma con tutta questa gente non ho lo spazio per farlo e poi non vedo più il mattarello, forse me lo hanno preso.

Sevdaliza – Rhode
Mi sono trovato spesso solo in una stanza d’hotel perché viaggiavo in solitaria, spesso per lavoro.
Per le vacanze in compagnia preferisco altre soluzioni.
Amo quella sensazione di nostalgica solitudine in una stanza d’albergo deserta. È un test che ci fa ritrovare o ci fa perdere noi stessi.
“Oh, solitudine, casa mia. Ho vissuto troppo a lungo. Mi sono sentito familiare in case sconosciute”.

21 SETTEMBRE 2021
22 SETTEMBRE 2021
23 SETTEMBRE 2021
24 SETTEMBRE 2021
25 SETTEMBRE 2021
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GENTILEZZA/LEGGEREZZA
Come pensi queste parole? Come le vivi?
Passa davanti al Poetic Hotel e diventa parte dell’installazione

Tori Amos – Hotel
Tori Amos è stato il mio primo innamoramento musicale.
Ascoltando la sua musica riesco a sentirmi “a casa”, ovunque io sia.
È catartico ascoltare la sua canzone “Hotel” proprio quando mi trovo in una camera d’albergo, che subito diventa più familiare.
Parlato dell’ispirazione che l’aveva portata a scrivere la canzone ha raccontato che prima di sposarsi tutti gli amori passati, anche quelli durati 10 minuti, le erano tornati alla mente per dirle se e come il tempo l’avesse cambiata. Come si fossero ritrovati tutti in una camera d’albergo a discuterne insieme.

La Musa che ho amato e perduto
Perché la vita con facilità dona ma poi toglie, anche.
Un ricordo sbiadito di una persona tanto importante quanto immersa in un’altra vita, lontana da me.

12 SETTEMBRE 2021

GENTILEZZA/LEGGEREZZA
Come pensi queste parole? Come le vivi?
Passa davanti al Poetic Hotel e diventa parte dell’installazione

Il primo sogno
Sono seduto ad un tavolo nella biblioteca, quella che frequentavo da studente.
La luce è troppo bianca e mi fanno male gli occhi, le righe della stampa del libro che sto studiando si muovono, le parole sbiadiscono e vengono sostituite da altre parole, oscene.

Rufus Wainwright, Sanssouci 
Mi piace la sensazione di essere alla finestra di un albergo e vedere un panorama diverso da quello solito che vedo da casa mia.
Probabilmente anche Rufus Wainwright è stimolato dai panorami alternativi. Infatti dopo aver seguito il fidanzato a Berlino, circondato dall’arte e dalla cultura europea, l’anima romantica di Wainwright ha pubblicato un album che molti critici hanno definito il suo migliore.
“Sto guardando attraverso la finestra dal giardino. In attesa di una chiamata nella mia camera d’albergo. Sono stanco di scrivere elegie alla noia”.

13 SETTEMBRE 2021

GENTILEZZA/LEGGEREZZA
Come pensi queste parole? Come le vivi?
Passa davanti al Poetic Hotel e diventa parte dell’installazione

Infinite Jest – David Foster Wallace

Si può rinunciare alla famiglia ?
Orin Incadenza pensa di sì, pensa che l’odio/amore maturato nei confronti di genitori tanto ingombranti sia un valido motivo.
Ha scelto di farcela da solo.
È diventato campione di uno sport diverso da quello che il padre aveva pensato per lui e il fratello.
Non la via comoda del Tennis imparato nella scuola creata da “Lui in Persona”, come tutti chiamano quel padre così famoso, ma quella del Football Americano .
Mentre il fratello è schiacciato dal dovere di eccellere per forza, essendo figlio di, lui è già campione osannato e con fama ben meritata di sciupafemmine.
Orin ha solo nostalgia di Mario, fratello “speciale”, quello a cui non sarà mai concessa la scelta di essere qualcuno.
E quel scocciatore disabile che ha suonato alla porta mentre  si trova in dolce compagnia gli ricorda tanto Mario e Orin sa che l’intervista sondaggio che gli vuole fare è solo una scusa per… per avere un autografo? Per carpire qualche informazione al personaggio famoso?  Non importa, si può perdere un po’ di tempo a giocare con gli scocciatori.

La domanda, finta o vera che sia, apre squarci nella memoria di Orin
“Cosa ti manca di più nella tua vita?
E il pensiero va subito ai ricordi dell’infanzia, delle colazioni alla mattina nella cucina con le piastrelle smaltate, delle porte automatiche dei centri commerciali che si aprivano solo perché sentivano la tua presenza e poi…poi c’era la tv commerciale.
Era la tv che si guardava tutti insieme e che maledicevi quando c’era la pubblicità sparata a tutto volume.
Era quella di quel Sony con il tubo catodico, con quel cassone dietro, che perdeva il segnale quando gli aerei passavano sopra la casa.
Era quella che trasmetteva programmi spazzatura, impossibili da non guardare e dei quali ci si divertiva a parlare poi male.
Era la tv de palinsesti , che ti costringevano a controllare di continuo la guida tv per non perdere il programma che ti piaceva.
Era il simbolo del focolare domestico, il luogo di ritrovo dove tutti prima o poi ci si incontrava, quello che ormai si è fatto  memoria,  travolto e soppiantato da nuovi servizi digitali, trionfo dell’individualità.

L’intervistatore gli fa notare che ora si ha il massimo della libertà, avendo la possibilità di rivedere tutto come e quando vuoi, ma a Orin  questo non interessa, quello che gli interessa non è quello che  puoi fare ora ma quello che non può essere più.
Rimane il ricordo, la memoria delle cose belle, di quando le prospettive erano diverse; cresce un sintomo di malessere come se il pensiero a quello che poteva essere……
l’intervistatore interrompe il flusso di pensieri…..
prossima domanda?

Un amore estivo
Il piacere, la gioia, il calore e la libertà, forse davvero catturato tutto assieme in uno di quei momenti che si affacciano così di rado in una vita intera.

Anohni – Watch Me
Questa casa non è un albergo, ci si sente ripetere da piccoli.
E quando sono in albergo ho come la sensazione di essere in connessione con il mio vero io, quello più selvaggio e libero.
La stanza d’albergo diventa quella zona franca dove posso fare quello che mi pare, quando mi pare e come mi pare.
“Papà, guardami nella mia stanza d’albergo.
Guardami mentre mi sposto di città in città. Guardami mentre guardo pornografia”.

14 SETTEMBRE 2021

GENTILEZZA/LEGGEREZZA
Come pensi queste parole? Come le vivi?
Passa davanti al Poetic Hotel e diventa parte dell’installazione

Per un nonnulla, fedele alla linea su tutta la linea senza dimensione.
Sono nato sulla linea gotica.
Per un nonnulla, per un nonnulla non ho preso parte all’impresa dei Mille, alla guerra in montagna, alla prossima che viene. Fronti che non ho scelto, in cui non mi riconosco, a cui mi ribello.

Cat Power – Lived In Bars
Ci vuole coraggio per diventare nomadi.
Solo pochi riescono a vivere una vita intera senza dormire nello stesso letto più di tre o quattro notti.
Cat Power non ha avuto scelta.
Sua madre l’ha trascinava con sé nel suo girovagare, passando molto tempo nei bar. Così la piccola stava quasi tutte le notti seduta sulle ginocchia di sconosciuti mentre sua madre giocava a biliardo.
“Abbiamo vissuto nei bar e ballato sui tavoli. Hotel, treni e navi”

15 SETTEMBRE 2021

GENTILEZZA/LEGGEREZZA
Come pensi queste parole? Come le vivi?
Passa davanti al Poetic Hotel e diventa parte dell’installazione

Il secondo sogno
Mi pare che la strada dall’esterno continui dentro le case e poi torni fuori. Fuori e dentro, fuori e dentro, ai lati della strada ci sono dei vasi di fiori, alcuni vasi sono molto grandi, i fiori sono profumatissimi. Non ci sono persone, solo io che cammino, da qualche parte si sente un coro che prova, sembra una canzone della tradizione sarda. Capisco le parole della canzone, sono quelle che avevo scritto in una lettera, tanto tempo fa.

Una donna tenace.
Sempre vicina seppure sempre lontana, presenza costante che mai si lascia dimenticare.

Lorde – Royals
Ogni volta che entro in un bagno di un hotel penso a Whitney Houston, Kurt Cubain e tante star che sono morte in una stanza d’albergo.
E non riesco a non fantasticare su una mia uscita di scena altrettanto plateale.
“Farsi in bagno. Macchie di sangue. Abiti da sera. distruggere la stanza d’albergo”.

16 SETTEMBRE 2021

GENTILEZZA/LEGGEREZZA
Come pensi queste parole? Come le vivi?
Passa davanti al Poetic Hotel e diventa parte dell’installazione

Ho scelto questo posto per trovare un luogo di riposo dalle fatiche quotidiane.
Qui la speranza di un silenzio, di un varco in cui incontrare solo me.

Micro gilet a scatola (volume di ovvia reminiscenza couture) in seta jacquard per cravatte.
Le sete per cravatte sono prodotte con tessuti di pregio della tradizione sartoriale italiana e con piazzamenti di motivi secondo misure precise;
E piume, sulle spalle e dietro, poteva piacere anche a Brian Eno, ma nel 1972, io invece l’ho concepito da poco.

Jeans Levi’s anni ’90, rosa pallidissimo.
Gamba ultra aderente, con la zip alla caviglia che arriva dritta da Beverly Hills 90210.

T-shirt da un concerto di Beck alla Fortezza Albornoz di Urbino, agosto 2003, concerto nel quale arrivò inaspettata una cover di Crazy in love di Beyoncé.
Frequenze Disturbate era un festival molto amato, ma sparì presto.
Difficoltà organizzative e concorrenza di molti altri festival estivi. Erano molti, allora.

Nick Cave – God´s Hotel
Siamo nati per morire e il nostro corpo non è una casa, ma un albergo dove il soggiorno sarà breve.
Solo un ateo sarà convincente nel spiegarti quanto sia fondamentale l’al di qua.
“Tutti hanno una stanza nell’albergo di Dio. Quindi non troverete mai appeso alla porta un cartello che dice qui non ci sono più stanze disponibili”.

17 SETTEMBRE 2021

GENTILEZZA/LEGGEREZZA
Come pensi queste parole? Come le vivi?
Passa davanti al Poetic Hotel e diventa parte dell’installazione

Il terzo sogno
Sto camminando sul fianco di una collina, l’erba è alta e fresca, è profumata, pizzica le gambe. Cammino, le mani mi diventano trasparenti, diventano trasparenti anche le braccia ed una spalla ed un piede. Questi cambiamenti mi rendono felice, mi sento più leggero, il profumo dell’erba diventa intenso, mi pare di avere sedici anni.

Jens Lekman – What’s That Perfume That You Wear?
Viaggiare è mettere in moto la curiosità.
In una camera d’albergo ancora mi eccito solo a scoprire che tipo di profumazione avrà lo shampoo in bagno.
Per contro provo sempre una certa delusione quando trovo quei maxi dispenser fissati alle pareti delle docce, al posto dei mini flaconcini di bagnoschiuma.
“Ho una bottiglia di shampoo in miniatura sul mio scaffale da quando siamo stati in un hotel. Un soffio di quello e sono di nuovo lì con lei”.

18 SETTEMBRE 2021

GENTILEZZA/LEGGEREZZA
Come pensi queste parole? Come le vivi?
Passa davanti al Poetic Hotel e diventa parte dell’installazione

L’amico geniale
Ci sono persone che una volta entrate, non escono più.
Ci sono ricordi che per fortuna riescono a fissarsi in una foto, per rimanere per sempre.

Skye – Jamaica Days
“O se ne va quella carta da parati o me ne vado io!” pare abbia detto Oscar Wilde prima di morire in una squallida stanza di hotel a Parigi.
Anche Skye in ‘Jamaica Days’ guardando la sua carta da parati a Londra sente forte il desiderio di tornare in Giamaica da dove la madre era partita da bambina.

19 SETTEMBRE 2021

GENTILEZZA/LEGGEREZZA
Come pensi queste parole? Come le vivi?
Passa davanti al Poetic Hotel e diventa parte dell’installazione

Ex:Re – The Dazzler
In hotel mi sento deresponsabilizzato.
Nessun problema a uscire dalla doccia gocciolando. Tanto il pavimento non è mio.
Tanto sistemerò tutto con i mille asciugamani disponibili.
“Ho corretto il mio drink, mi sono messa a letto
Da sola a riflettere sulle sensazioni degli hotel
Le miniature, gli infiniti asciugamani usa e getta
Uno per i miei capelli, uno per il mio piede
Un altro per l’altro mio piede
Ubriaco nella mia stanza d’albergo, ho un aspetto perfetto  
Continuo a chiedere il check-out posticipato
Lasciami stare qui, lasciami vivere qui”.

20 SETTEMBRE 2021

GENTILEZZA/LEGGEREZZA
Come pensi queste parole? Come le vivi?
Passa davanti al Poetic Hotel e diventa parte dell’installazione

Il quarto sogno
Sto impastando farina ed acqua, ma il tavolo è piccolissimo ed ho paura che la farina cada per terra. In cucina ci sono tantissime persone, troppe, stanno chiacchierando, sono mie amici, ma non mi salutano e non parlano con me.
Ho finito di impastare, adesso vorrei usare il mattarello, ma con tutta questa gente non ho lo spazio per farlo e poi non vedo più il mattarello, forse me lo hanno preso.

Sevdaliza – Rhode
Mi sono trovato spesso solo in una stanza d’hotel perché viaggiavo in solitaria, spesso per lavoro.
Per le vacanze in compagnia preferisco altre soluzioni.
Amo quella sensazione di nostalgica solitudine in una stanza d’albergo deserta. È un test che ci fa ritrovare o ci fa perdere noi stessi.
“Oh, solitudine, casa mia. Ho vissuto troppo a lungo. Mi sono sentito familiare in case sconosciute”.

21 SETTEMBRE 2021
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